Dopo un decennio circa di (quasi) tregua, con tutti gli indicatori negativi in flessione, il post-pandemia ha rimesso il Retail nel mirino della criminalità. Se guardiamo alla fotografia che tratteggiano i dati più recenti ufficializzati (1) dal Ministero dell’Interno, ci accorgiamo infatti che il 2020 ha fatto da evidente spartiacque: da quell’anno in poi il numero di rapine e furti ai danni degli esercizi commerciali – che era in costante calo da un decennio – ha ripreso a salire decisamente. Nel 2023 si sono contati oltre 3.800 rapine e più di 71 mila furti ai danni di esercizi commerciali. Per chi preferisce ragionare in percentuale, al Retail è toccato oltre il 13% delle rapine commesse in Italia quell’anno e il 7% dei furti.
Il fenomeno non è affatto marginale e non è nemmeno dovuto in prevalenza ai classici furti occasionali, anche se molti sembrano pensarlo. Le aziende del settore Retail sono invece oggetto di azioni sempre più pervasive e sofisticate, tanto che ormai si parla di un vero e proprio Organized Retail Crime: un crimine organizzato “da Retail” in cui i furti e le rapine sono pianificati, sistematici e ripetitivi. E che preoccupa i retailer di tutto il mondo.
Guardando in modo specifico all’Italia, alcuni studi indicano che nel nostro Paese le perdite economiche legate alle differenze inventariali – di cui furti e rapine sono le componenti principali – sono evidenti ed importanti: si stima (2) che nel 2022 il costo economico totale sia stato pari al 2% circa del fatturato di settore, una percentuale che conservativamente equivale a circa 6,7 miliardi di euro. Già il solo costo economico “netto”, ossia il valore delle merci mancanti, ammonta a ben 4,6 miliardi.
E attenzione, a preoccupare i retailer non sono solo furti e rapine. Meno monitorato, ma sempre più importante in questi anni, è il fenomeno degli atti vandalici commessi ai danni degli esercizi commerciali. Il 20% dei retailer italiani segnala (3) di essere stato colpito da atti di vandalismo, una percentuale vicina a quella (26,7%) di chi indica di essere stato vittima dei più classici furti. Il fenomeno, in sostanza, non può essere sottovalutato.
Perché il settore Retail è tornato tra i più bersagliati dalla criminalità?
I motivi sono diversi: alcuni storici, altri legati all’evoluzione del Retail stesso. Resta ad esempio sempre vero che i prodotti più rubati (capispalla, alcolici, calzature, occhiali, prodotti di elettronica di consumo) hanno un valore unitario elevato, quindi anche un singolo furto garantisce un ritorno economico interessante. Ancora di più ora che – e questa è una novità degli ultimi anni – i prodotti rubati si possono facilmente vendere online, attraverso piattaforme di eCommerce fra privati.
Anche il modo in cui stanno cambiando i punti vendita ha indirettamente aumentato la loro vulnerabilità. Ad esempio, la diffusione delle casse di self-checkout e dei terminali di self-scan aumenta il rischio di furti e frodi. Specialmente nei momenti di picco, in cui l’area casse del punto vendita è più affollata o meno presidiata. Inoltre, i punti vendita – specie nella GDO – tendono ad aumentare di dimensione ma non in quantità del personale, il che permette a malintenzionati e taccheggiatori di agire più liberamente.
Se i retailer hanno indubbiamente di che preoccuparsi, è però altrettanto vero che il mercato offre tecnologie e soluzioni sempre più sofisticate per proteggersi. A partire dalla buona vecchia videosorveglianza, che non è più semplicemente “passiva” ma è dotata di funzioni di analisi video intelligente delle immagini, anche in tempo reale, per identificare qualsiasi comportamento sospetto. Anche l’identificazione delle aree più “calde” nei grandi punti vendita aiuta a concentrare l’attenzione e il monitoraggio – come anche, eventualmente, il personale di sicurezza – là dove sono più necessari in un dato momento. Va tra l’altro considerato che esiste ancora un ampio mercato per chi propone e installa soluzioni di videosorveglianza: se è vero che quasi tutti i retailer (91%) le usano, è anche vero che la percentuale di chi le ha installate in tutti i punti vendita è ancora bassa: 47%.
Sistemi di sicurezza integrati e gestione centralizzata
Le classiche prestazioni di una centrale antintrusione, come MEDEA di Elkron, trovano integrazione con funzioni di videoverifica e di videosorveglianza, attraverso il collegamento di telecamere e NVR, non solo a marchio Elkron ma anche con dispositivi dei maggiori player di mercato.
Le centrali della gamma Medea sono state integrate nelle piattaforme VSM e PSIM, tra le più note a livello mondiale. Le soluzioni permettono una gestione centralizzata degli impianti Medea sia in locale che da remoto, consentendo ad esempio a un operatore di visualizzare gli allarmi attraverso una mappa grafi ca del sito e di impartire i principali comandi agli impianti, come l’inserimento totale e parziale piuttosto che l’avvio di scenari.
Ragionamenti analoghi si possono fare per molte altre delle tecnologie e delle soluzioni che permettono, se ben combinate insieme, di proteggere i punti vendita Retail da furti e vandalismo. Le soluzioni di portierato, di controllo avanzato degli accessi, di anti-taccheggio, di comunicazione interna – per citare solo gli approcci principali – sono adottate dalla maggioranza dei retailer ma non su tutti i punti vendita. E comunque, non è scontato che i dati raccolti da queste diverse soluzioni vengano immagazzinati ed analizzati in modo centralizzato e “smart”.
Ricavando dal mercato le giuste soluzioni e le giuste competenze, i Retailer possono mettere in pratica un approccio trasversale e sinergico alla sicurezza dei loro punti vendita. Questo non solo per evitare il danno economico ovviamente collegato ai furti e agli atti di vandalismo, ma anche per evitare le conseguenze che questi ultimi hanno sia sui dipendenti, sia sui clienti finali. I primi finiscono per sentirsi sempre più vulnerabili, i secondi possono vivere esperienze di acquisto negative se i retailer, per prevenire i furti, adottano misure troppo “vecchio stile” come confezioni vuote, scaffali chiusi, controlli frequenti del personale di sicurezza.
Da questo punto di vista, adottare sistemi di sicurezza di nuova generazione è certamente un passo avanti per una user experience migliore per chiunque visiti un punto vendita.
Fonti:
1 – “Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria 2024”: Ministero dell’Interno, ABI, Ossif.
2 – Indagine “La sicurezza nel Retail in Italia 2023”: Crime&Tech, Università Cattolica del Sacro Cuore – Transcrime
3 – Indagine “Allarghiamo i confini della legalità”: Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza in collaborazione con Indicam e Netcomm. Dati riferiti al 2021.


